{"id":732,"date":"2017-05-15T15:47:01","date_gmt":"2017-05-15T13:47:01","guid":{"rendered":"http:\/\/ablio.it\/blog\/?p=732"},"modified":"2025-06-16T15:07:05","modified_gmt":"2025-06-16T13:07:05","slug":"traduttore-interprete-mediatore-linguistico-o-altro-funzioni-e-significati-dei-servizi-linguistici-per-la-pubblica-amministrazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ablio.it\/blog\/traduttore-interprete-mediatore-linguistico-o-altro-funzioni-e-significati-dei-servizi-linguistici-per-la-pubblica-amministrazione\/","title":{"rendered":"Traduttore, interprete, mediatore linguistico o\u2026altro?"},"content":{"rendered":"<p class=\"lead\">Quali sono i termini corretti per indicare i diversi ruoli, funzioni e mansioni di un operatore di servizi linguistici?<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><em>Nel parlare comune, il termine \u201ctraduttore\u201d viene inteso ed utilizzato per indicare genericamente una qualsiasi applicazione delle competenze in ambito linguistico: ne pi\u00f9 ne meno come in ambito medico si suole indicare genericamente con il termine \u201cdottore\u201d un professionista che opera in ambito medico. La questione assume invece caratteristiche diverse quando il termine che si utilizza debba indicare precisi titoli o competenze, come ad esempio titoli o certificati di studio o essere utilizzato all\u2019interno di offerte di lavoro, capitolati di gara o altri documenti ufficiali. Mentre tutto questo \u00e8 chiaro e condiviso nella maggior parte delle professioni conosciute, non lo \u00e8 altrettanto per chi opera nel campo dei servizi linguistici, a partire dai titoli di studio e le qualifiche professionali. <\/em><\/p>\n<p><em>Come per qualsiasi altra sua richiesta di fornitura di beni, prestazioni o servizi, la pubblica amministrazione ha l\u2019obbligo di selezionare il proprio fornitore a seguito di opportune gare d\u2019appalto o precise procedure di selezione. Nel caso di richieste di servizi linguistici la mancanza di chiarezza fin dall\u2019utilizzo di una appropriata terminologia genera procedure d\u2019appalto confuse, con criteri di aggiudicazione opachi che si traducono in una mancata valutazione delle qualit\u00e0 dei possibili fornitori, con conseguenti servizi approssimativi e sprechi di denaro pubblico.<\/em><\/p>\n<p>Da una analisi compiuta sui capitolati, bandi di gara, disposizioni e norme attuative emanate dalle pubblica amministrazione italiane negli ultimi anni, le figure professionali coinvolte in servizi linguistici vengono definite con diversi termini, in molti casi usati in forma generica o intercambiabile mentre in effetti presuppongono competenze ed utilizzi diversi, oppure dal significato identico ma utilizzati in contrapposizione tra loro, oppure qualificate con compiti o descrizioni diverse rispetto alle accezioni comuni o accademiche degli stessi termini.<\/p>\n<p>Esempi di termini utilizzati, estrapolati da una analisi comparativa di questi materiali:<\/p>\n<p><em>traduttore, traduttore simultaneo, interprete,<\/em> <em>interprete sociale, interprete simultaneo, interprete di trattativa, mediatore linguistico, mediatore linguistico culturale, mediatore interculturale, facilitatore della comunicazione, tecnico della mediazione linguistica per immigrati,<\/em> <em>mediatore linguistico culturale, mediatore interculturale,<\/em> <em>mediatore culturale, <\/em><em>mediatore<\/em><em> sociale, <\/em><em>operatore<\/em><em> interculturale.<\/em><\/p>\n<p>Mentre tutti questi termini sono riferibili a professionisti che lavorano come &#8220;ponti&#8221; di comunicazione tra persone che parlano lingue diverse fra loro, \u00e8 importante fare chiarezza sui termini da utilizzare, sul loro significato, le relative competenze ed i compiti assegnabili, in quanto ci\u00f2 comporta numerose e differenti implicazioni pratiche.<\/p>\n<p>In questo documento vogliamo quindi cercare di definire un possibile quadro di riferimento, che possa servire come base per la definizione di un modello di termini e descrizioni comunemente riconosciuti ed accettati, per il bene di tutti gli stakeholder dell\u2019intero comparto dei servizi linguistici. Non mancano aspetti controversi, che verranno analizzati e discussi in maggior dettaglio in altri specifici documenti<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Traduttore<\/strong><\/p>\n<p><strong>Traduzione <\/strong>\u00e8 il termine generico usato per indicare l&#8217;attivit\u00e0 di riformulare il significato di un testo (&#8220;di origine&#8221; o &#8220;di partenza&#8221;) in un nuovo testo, equivalente a quello di origine, in un&#8217;altra lingua (lingua &#8220;di destinazione&#8221; o &#8220;di arrivo&#8221;) <em>(Wikipedia).<\/em><\/p>\n<p>Il <strong>traduttore<\/strong> \u00e8 pertanto colui che cerca di portare il testo dalla lingua di origine alla lingua di destinazione in maniera tale da mantenere il pi\u00f9 possibile inalterato il significato e lo stile del testo, ricorrendo, se e quando necessario, anche a processi di adattamento <em>(Wikipedia).<\/em><\/p>\n<p>Usato in forma generica, con il termine \u201ctraduzione\u201d si suole indicare generalmente la traduzione di un testo scritto.<\/p>\n<p>Questo termine non \u00e8 ovviamente sufficiente per qualificare la capacit\u00e0 di una persona per svolgere un determinato servizio di traduzione scritta e deve essere accompagnato da ulteriori specifiche:<\/p>\n<ul>\n<li>la combinazione di lingue ed in che verso debba avvenire la traduzione. Un traduttore pu\u00f2 infatti essere esperto e capace di tradurre dall\u2019inglese in italiano, ma non viceversa con la stessa qualit\u00e0 e precisione.<\/li>\n<li>l\u2019argomento della traduzione.\u00a0 Ogni materia specifica richiede la conoscenza di specifiche terminologie ed un traduttore professionista tende a specializzarsi in determinate materie ed argomenti.<\/li>\n<li>eventuali elementi aggiuntivi, come ad esempio la semplice revisione di un testo gi\u00e0 tradotto (proofreading), la sottotitolazione, la composizione e formattazione della traduzione in formati specifici, in quanto possono richiedere ulteriori competenze o comportare variazioni nella valutazione del lavoro da compiere.<\/li>\n<\/ul>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"489\">Il termine <strong>TRADUTTORE<\/strong> o <strong>TRADUZIONE<\/strong> dovrebbe essere utilizzato solamente per indicare l\u2019attivit\u00e0 di traduzione di testi scritti, accompagnato come minimo dalla combinazione linguistica, del verso della traduzione e relativo argomento.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Interprete<\/strong><\/p>\n<p>Un <strong>interprete<\/strong>, inteso come conoscitore di una lingua straniera, \u00e8 una persona che, a differenza di un traduttore, traduce oralmente (o tramite segni nel caso delle lingue dei segni) da una lingua di partenza verso una lingua d&#8217;arrivo <em>(Wikipedia).<\/em> L\u2019interpretariato \u00e8 quindi una forma di traduzione svolta oralmente in maniera contemporanea o consecutiva alla produzione del testo sorgente e pu\u00f2 essere declinato in diverse modalit\u00e0:<\/p>\n<ul>\n<li><u>Interpretariato \u201cin simultanea\u201d o \u201cdi conferenza\u201d<\/u><\/li>\n<\/ul>\n<p>L\u2019interprete traduce oralmente in maniera simultanea il discorso di un oratore. \u00c8 la forma tipicamente utilizzata in contesti dove l\u2019oratore si rivolge ad una platea di ascoltatori. La traduzione \u00e8 unidirezionale. Un apposito \u201cimpianto di traduzione simultanea\u201d consente all\u2019interprete posto all\u2019interno di una cabina dotata di una apposita <em>console<\/em> di ascoltare l\u2019oratore attraverso delle cuffie e fornire l&#8217;interpretazione che viene trasmessa mediante un microfono agli ascoltatori, anch\u2019essi muniti di apposite cuffie.<\/p>\n<ul>\n<li><u>chuchotage<\/u> (dal francese &#8220;chuchoter&#8221;, cio\u00e8 &#8220;sussurrare&#8221;) o \u201cinterpretazione sussurrata\u201d \u00e8 una variante dell\u2019interpretazione simultanea. L\u2019interprete traduce il discorso in maniera simultanea al proprio singolo ascoltatore, posizionandosi al suo fianco \u201csussurrando\u201d la traduzione solo per lui. A differenza della simultanea, questo tipo di interpretazione non necessita di alcuna apparecchiatura tecnologica.<\/li>\n<li><u>Interpretariato \u201cdi trattativa\u201d<\/u>. Con tale termine viene intesa la forma di interpretariato che avviene nel dialogo o conversazione tra due parti che non parlano la stessa lingua, come descritto da Elena Errico <em>(Universit\u00e0 di Modena, press)<\/em>:<\/li>\n<\/ul>\n<p><em>L\u2019interpretazione cosiddetta \u201cdi trattativa\u201d comprende le modalit\u00e0 di traduzione orale richieste nei contesti commerciali e presso i servizi pubblici (interpretazione legale, medica, etc.). I tratti distintivi della modalit\u00e0 di trattativa sono la bidirezionalit\u00e0 dal punto di vista traduttivo ed il suo carattere dialogico dal punto di vista comunicativo. Da questi due criteri derivano tutte le altre caratteristiche della modalit\u00e0 in questione, quali la costruzione progressiva e negoziata del senso fra tutti i partecipanti, l\u2019estemporaneit\u00e0 e l\u2019imprevedibilit\u00e0 della situazione e un peso specifico notevole della componente interpersonale nella valutazione della qualit\u00e0 della prestazione dell\u2019interprete. <\/em><\/p>\n<p>Il servizio dell\u2019interprete pu\u00f2 essere erogato \u201cin presenza\u201d, in cui l\u2019interprete \u00e8 fisicamente presente sul luogo dell\u2019incontro dei richiedenti, o \u201cda remoto\u201d, in cui \u00e8 invece connesso ai richiedenti tramite telefono o altri strumenti di telecomunicazione, altres\u00ec comunemente denominato come \u201cinterpretariato telefonico\u201d.<\/p>\n<p>Su Wikipedia \u00e8 riportata una descrizione pi\u00f9 approfondita del termine \u201cinterpretariato\u201d.<\/p>\n<p>Ciascuna di queste modalit\u00e0 richiede competenze e qualifiche differenti. Un interprete pu\u00f2 infatti essere preparato ad operare in maniera simultanea, ma non in consecutiva (come richiesto dalla modalit\u00e0 \u201cdi trattativa\u201d) e viceversa. Anche in questo caso occorre quindi specificarne la tipologia, la combinazione linguistica e l\u2019eventuale verso, la materia ed il contesto.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"489\">Il termine <strong>TRADUTTORE SIMULTANEO<\/strong> ha uguale significato di <strong>INTERPRETE SIMULTANEO<\/strong>: per non generare inutili confusioni non dovrebbe essere utilizzato.<\/p>\n<p>I termini <strong>INTERPRETE DI COMUNITA\u2019<\/strong>, <strong>INTERPRETE SOCIALE<\/strong> hanno eguale significato di <strong>INTERPRETE DI TRATTATIVA<\/strong>. Anche in questo caso se ne dovrebbe quindi sconsigliare l\u2019utilizzo.<\/p>\n<p><strong>INTERPRETARIATO DI TRATTATIVA<\/strong> dovrebbe essere la forma pi\u00f9 corretta per identificare l\u2019interpretazione utilizzata all\u2019interno di servizi pubblici, come ad esempio il colloquio medico-paziente o la conversazione operatore-cittadino, seguita dalla scelta tra IN PRESENZA o TELEFONICO.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Triage<\/strong><\/p>\n<p>Triage, o triage telefonico, viene da alcuni utilizzato in ambito linguistico per indicare la forma di interpretariato \u201cdi trattativa\u201d sopra descritta, svolta con l\u2019interprete \u201cin presenza\u201d o remoto (connesso via telefono).<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"489\">In ambito medico il termine <strong>TRIAGE<\/strong> ha un altro significato che presuppone ruoli e funzioni completamente diverse: \u00e8 infatti <em>il <\/em><em>sistema utilizzato per selezionare i soggetti coinvolti in infortuni secondo classi di urgenza\/emergenza crescenti, in base alla gravit\u00e0 delle lesioni riportate e del loro quadro clinico (Wikipedia)<\/em>, parte dei protocolli comunemente applicati nel Pronto Soccorso di un ospedale.<\/p>\n<p>Dato che questa forma di interpretariato \u00e8 la forma tipicamente utilizzata in ambito medico ed ospedaliero, il suo utilizzo in un contesto linguistico dovrebbe essere bandito al fine di evitare equivoci e confusioni.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Mediatore linguistico<\/strong><\/p>\n<p>Nella rappresentazione contemporanea della figura traduttiva, sostenuta anche da organi istituzionali con la creazione di cattedre universitarie apposite, \u00e8 stata introdotta la codifica di <em>mediatore linguistico<\/em>. <em>(Wikipedia).<\/em><\/p>\n<p>Tale differenziazione nasce da una diversa valutazione dell\u2019etimologia delle due diverse parole: per alcuni, infatti &#8220;traduttore&#8221; determina un pensiero vicino alla matematica trasposizione di due testi, una traslazione scientifica e precisa di un complesso sintattico ad un altro, senza perdita di senso o di strutture semantiche, mentre il concetto di \u201cmediazione\u201d dovrebbe chiarirne meglio il ruolo di trasferimento e resa nel contesto cognitivo della controparte. Ci\u00f2 in realt\u00e0 \u00e8 stato pi\u00f9 volte smentito e valutato come poco realistico, in quanto il processo traduttivo non pu\u00f2 essere reso come un semplice <em>input \u2013 output<\/em>: al contrario la mediazione \u00e8 la via che l&#8217;uomo ha sempre percorso fin dalla nascita dei linguaggi, implicitamente inclusa nel trasporto ed adeguamento di un messaggio da un contesto ad un altro, da un codice all&#8217;altro, da un paradigma all&#8217;altro (vedi schemi linguistici di Roman Jakobson e successori).<\/p>\n<p>Analizzando tutti gli Standard Operativi definiti delle principali associazioni di categoria degli interpreti e traduttori (IMIA, AITI, ATA, AICC, etc.) \u00e8 possibile riscontrare come tutte le forme considerate di differenziazione rispetto al concetto di mediatore linguistico siano invece contemplate e considerate essenziali nello svolgimento del proprio ruolo, come ad esempio:<\/p>\n<p><em>L\u2019interprete ha la responsabilit\u00e0 di identificare le situazioni in cui i concetti non condivisi culturalmente possono creare ostacoli alla comprensione o pregiudicare l\u2019equivalenza del messaggio. In tali situazioni il ruolo dell\u2019interprete non \u00e8 quello di \u201cdare la risposta\u201d, ma piuttosto di aiutare sia l&#8217;operatore che il paziente ad esplorare l&#8217;interfaccia interculturale da cui scaturisce il problema comunicativo\u00a0 (Standards IMIA).<\/em><\/p>\n<p><em>The interpreter favors meaning-based interpretation over word-for-word interpretation. Without sacrificing accuracy or completeness, the interpreter refrains from providing interpretation on a word-by-word basis, since this often prohibits understanding and communication because of differences in phrases and grammatical structure between languages. <\/em><\/p>\n<p><em>The interpreter intervenes when necessary to clarify cultural issues. If the interpreter is made aware that communication is prohibited because of cultural misunderstandings or differences, the interpreter provides a limited clarification that will permit understanding of the specific issue at hand within a cultural framework. <\/em><\/p>\n<p><em>The interpreter intervenes when necessary to clarify linguistic misunderstandings. If the interpreter perceives that a certain linguistic aspect of the interpretation (such as a specific word or phrase) has been misunderstood, he\/she intervenes to clarify the issue. <\/em><\/p>\n<p><em>The interpreter exercises good judgment when unusual situations arise. When an interpreter encounters a situation for which no standard would directly apply, the interpreter uses his\/her best judgment to come up with the best solution for all parties (Standards ATA, AICC, etc.).<\/em><\/p>\n<p>L\u2019utilizzo dei termini traduttore\/interprete piuttosto che mediatore linguistico ha implicazioni importanti in quanto influenza la definizione e normalizzazione di molteplici attivit\u00e0, tra cui i corsi universitari e specialistici di lingue, le certificazioni ed i diplomi, le modalit\u00e0 di ricerca del personale o i capitolati di gara. Su tale fronte il dibattito continua anche se circoscritto agli ambienti italiani e spagnoli, in quanto in altri paesi soprattutto anglofoni tale contrapposizione non esiste.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"489\">Pur essendo un dibattito tuttora aperto, soprattutto in ambito accademico, confrontando la documentazione disponibile sull\u2019argomento e constatandone l\u2019applicazione nei diversi contesti lavorativi, \u00e8 possibile quindi affermare che nella accezione pi\u00f9 comune e riconosciuta il termine <strong>MEDIATORE LINGUISTICO<\/strong> usato in senso generale pu\u00f2 essere considerato sinonimo ed intercambiabile del termine <strong>INTERPRETE<\/strong>.<\/p>\n<p>Mancando tuttavia precisi e condivisi standard di riferimento, sarebbe sicuramente preferibile utilizzare esclusivamente il termine INTERPRETE.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Mediatore linguistico-culturale<\/strong><\/p>\n<p>Quanto appena descritto cambia significato quando accanto al termine \u201cmediatore linguistico\u201d si aggiunge o sovrappone il termine \u201cculturale\u201d.<\/p>\n<p>La mediazione linguistica culturale viene solitamente intesa e definita come un ponte di comunicazione tra due parti, come descritto da Agnieszka Mejnartowicz (Mejnartowicz, \u00ab<em>Mediaci\u00f3n ling\u00fc\u00edstca y cultural en los Servicios Personales\u00bb<\/em>, in <em>Actas del III Congreso Internacional de la Asociaci\u00f3n Ib\u00e9rica de Estudios de Traducci\u00f3n e Interpretaci\u00f3n, 2008)<\/em>:<\/p>\n<p><em>un processo utilizzato in situazioni in cui vi sono parti in conflitto o dove, per varie ragioni, manca o \u00e8 difficile stabilire un dialogo fluido tra loro. La mediazione parte dal presupposto che le persone coinvolte abbiano o debbano trovare le risorse adeguate per arrivare alla definizione di soluzioni ottimali per entrambe. Il mediatore non \u00e8 pertanto responsabile dell\u2019accordo finale definito tra le parti interessate: la sua responsabilit\u00e0 \u00e8 relativa al processo di mediazione che consiste innanzitutto nel preparare le parti affinch\u00e9 si aprano e possano comunicare la propria visione della situazione in un ambiente di reciproca fiducia e rispetto, in secondo luogo, utilizzando tecniche di negoziazione, guidare le parti interessate nella ricerca di interessi comuni e soluzioni reciprocamente condivise.<\/em><\/p>\n<p><em>La comunicaci\u00f3n intercultural es el punto de partida de la traducci\u00f3n, interpretaci\u00f3n y mediaci\u00f3n. En este tipo de actos comunicativos, sus participantes (emisor y receptor) utilizan lenguas (c\u00f3digos) diferentes, lo que hace necesario un tercer participante en la comunicaci\u00f3n (el traductor o int\u00e9rprete). A menudo, no tan s\u00f3lo son diferentes los c\u00f3digos, sino tambi\u00e9n sus contextos culturales, lo que hace necesario que el tercer participante, adem\u00e1s de conocer las lenguas que forman parte en la comunicaci\u00f3n, conozca y entienda las culturas de los participantes: el mediador intercultural.<\/em><\/p>\n<p>Wikipedia definisce il <strong>mediatore culturale<\/strong> come:<\/p>\n<p><em>\u00a0un agente bilingue che media tra partecipanti monolingue ad una conversazione appartenenti a due comunit\u00e0 linguistiche differenti. Il suo compito \u00e8 quello di facilitare la comprensione. \u00c8 informato su entrambe le culture, sia quella dei nativi sia quella del ricercatore anche se \u00e8 pi\u00f9 vicino ad una delle due.<\/em><\/p>\n<p><em>Il mediatore \u00e8 identificato dall&#8217;osservatore, e lo aiuta nella ricerca, o facendo parte del gruppo di interesse o intrattenendo relazioni con i membri della societ\u00e0 in esame. Nel suo aiuto al ricercatore, egli ha un ruolo molto delicato, quello di rassicurare sulle intenzioni dell&#8217;osservatore quando lo presenter\u00e0 ai guardiani, cio\u00e8 coloro che proteggono il gruppo da occhi indiscreti e che giustamente vogliono informazioni sul suo scopo.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;importanza del ruolo del mediatore implica una scelta accurata e non frettolosa della persona che lo interpreter\u00e0, anche perch\u00e9 il buon esito della ricerca \u00e8 anche nelle sue mani.<\/em><\/p>\n<p><em>Dal punto di vista dell&#8217;intervento sociale quella del mediatore culturale \u00e8 una figura professionale che ha il compito di facilitare l\u2019inserimento dei cittadini stranieri nel contesto sociale del paese di accoglienza, esercitando la funzione di tramite tra i bisogni dei migranti e le risposte offerte dai servizi pubblici.<\/em><\/p>\n<p><em>La definizione di mediatore interculturale, ripresa ancora da Demetrio, pu\u00f2 allora cos\u00ec riassumersi: &#8220;per mediatore interculturale intendiamo l\u2019insegnante che, con consapevolezza, si interroga e si attrezza per favorire non tanto la transizione da una cultura all\u2019altra quanto la sintesi &#8211; dove \u00e8 possibile &#8211; tra culture, allo scopo di creare momenti pedagogici capaci di andare oltre le reciproche differenze&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Questo \u00e8 quanto descrive un corso di Laurea in Mediazione Linguistica ed Interculturale dell\u2019Universit\u00e0 di Roma:<\/p>\n<p><em>In un contesto sociale sempre pi\u00f9 evoluto e complesso, nasce il Mediatore Linguistico e Interculturale, una figura professionale capace di mediare non solo tra le diverse lingue ma anche tra le diverse culture, capace di proporsi come interlocutore privilegiato per organizzazioni governative e non, italiane ed internazionali.<\/em><\/p>\n<p><em>Il Mediatore Linguistico e Interculturale, si distingue sia dal traduttore, perch\u00e9 non tratta solo la traduzione del testo scritto, pur contemplandola nella propria attivit\u00e0, sia dall\u2019interprete, perch\u00e9 non si limita a favorire la comprensione linguistica, ma si pone come figura intermedia che favorisce lo scambio e la cooperazione fra le culture interessate.<\/em><\/p>\n<p><em>II Mediatore Linguistico e Interculturale \u00e8 una figura professionale con solide competenze linguistico-pragmatiche e un\u2019articolata visione della civilt\u00e0 contemporanea, in grado di cogliere nei loro esatti valori sociali e politici i contatti interetnici e interculturali negli scambi istituzionali e commerciali con l&#8217;estero, che ai nostri giorni si intensificano sempre pi\u00f9, obbligandoci al confronto con realt\u00e0 talvolta drammatiche, sempre poco note.<\/em><\/p>\n<p>Dall\u2019analisi delle definizioni formulate da diversi soggetti, in verit\u00e0 di qualit\u00e0 eterogenea e in diversi casi in contrasto tra loro, abbiamo comunque provato a definirne un insieme di funzioni che possono essere considerate un denominatore comune di quanto in essere:<\/p>\n<ul>\n<li>l\u2019interpretariato linguistico culturale, inteso come capacit\u00e0 di decodificare i codici culturali dei due partners della relazione, codici che sottostanno al linguaggio verbale e non, ovvero l\u2019intero universo di sensazioni, esperienze, valori, modelli di organizzazione sociale.<\/li>\n<li>l\u2019informazione sui diritti e doveri, per favorire la conoscenza e l\u2019uso appropriato dei servizi, nell\u2019intento di consentire un accesso a pari condizioni. \u00c8 importante spiegare agli utenti il funzionamento,<\/li>\n<li>le norme e i regolamenti dei servizi, illustrare le norme giuridiche e penali, i diritti tutelati, i doveri e le sanzioni formalizzate dalla legge;<\/li>\n<li>l\u2019informazione agli operatori e ai nativi sulle logiche, i codici, le abitudini e le norme a cui l\u2019utente fa riferimento.\u00a0 Gli immigrati sono portatori di norme pratiche e giuridiche, di modelli di organizzazione sociale e familiare spesso totalmente differenti da quelle del paese di accoglienza.<\/li>\n<li>l\u2019accompagnamento degli utenti nella mediazione con le diverse istituzioni e nel confronto con gli usi e costumi italiani: orientare, per esempio, sull\u2019igiene, la salute, l\u2019allevamento e l\u2019alimentazione dei bambini. Alla persona immigrata vengono quotidianamente a mancare la rete dei rapporti, il supporto di esperienze e pratiche del proprio mondo familiare, le materie prime, i prodotti con cui era abituato ad alimentarsi, curarsi: l\u2019intervento del mediatore pu\u00f2 stimolare e sviluppare l\u2019autonomia della persona immigrata;<\/li>\n<li>il sostegno all\u2019inserimento e ai processi d\u2019integrazione della popolazione immigrata. Questa funzione sostiene l\u2019uscita dall\u2019isolamento e l\u2019acquisizione di strumenti di base per l\u2019inserimento (alfabetizzazione, apprendimento della lingua), la creazione di reti informali e spesso di servizi di prossimit\u00e0, la riduzione delle tensioni e dei conflitti intra ed extra-familiari, facilitando la comprensione dei problemi e la ricerca di nuove strade.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Le competenze del mediatore non sono quindi relative solo agli aspetti linguistici, bens\u00ec coinvolgono molteplici ambiti diversi come la psicologia, la sociologia, la capacit\u00e0 di ascolto, doti personali come l\u2019empatia, la capacit\u00e0 di riconoscere e valorizzare le differenze al pari delle similitudini e molto altro ancora. Tutto questo pone nuovi quesiti ed apre il campo a notevoli implicazioni sui diversi fronti della formazione e qualificazione dei mediatori, le relative modalit\u00e0 e regole per il loro recruiting e valutazione, nonch\u00e9 confusione sui relativi campi di applicazione.<\/p>\n<p>Come afferma il professor Lorenzo Blini dell\u2019Universit\u00e0 LUSPIO di Roma I <em>(Blini, La mediacion linguistica en Italia y Espana, Entreculturas N\u00b01, 2009),<\/em><\/p>\n<p><em>I concetti e le espressioni <strong>mediazione linguistica<\/strong> e<strong> mediazione linguistico-culturale<\/strong> si sono diffusi nell&#8217;ultimo decennio in alcuni paesi europei, in particolare nei settori accademici di Spagna e Italia, dove tale uso \u00e8 caratterizzato da un elevato livello di imprecisione lessicale e confusione interpretativa, che porta a diversi inconvenienti. Questi termini tendono infatti a sovrapporsi, almeno parzialmente, e vengono spesso confusi con la <strong>mediazione culturale<\/strong>, che invece \u00e8 una pratica radicata, con una tradizione riconosciuta, che rappresenta l&#8217;attivit\u00e0 di diverse figure professionali come assistenti sociali, psicologi e mediatori propriamente detti <\/em><\/p>\n<p><em>Un<\/em><em> chiaro effetto della differenza ed un esempio della confusione tra le due espressioni \u00e8 l&#8217;esistenza della variante <strong>linguistica e<\/strong><strong> mediazione culturale<\/strong>, sempre pi\u00f9 utilizzate in molte facolt\u00e0 universitarie e nel campo linguistico e filologico. Perch\u00e9 aggiungere l&#8217;aggettivo &#8220;culturale&#8221; alla mediazione linguistica? \u00c8 quasi un riflesso involontario: la presenza della parola &#8220;mediazione&#8221; sembra renderne la designazione pi\u00f9 riconoscibile, facilitandone l&#8217;accettazione e la diffusione, ma non ne chiarisce il suo significato. Ci\u00f2 \u00e8 confermato dal fatto che la stessa espressione ha iniziato a diffondersi nell\u2019ambito dei servizi sociali, in particolare negli ambienti burocratici, ma in questo caso come sinonimo di mediazione culturale.<\/em><\/p>\n<p><em>D&#8217;altra parte<\/em><em>, sociologi, psicologi e professionisti della mediazione culturale spesso ignorano la presenza dell&#8217;aggettivo &#8220;linguistica&#8221; o addirittura la respingono, perch\u00e9 per loro la dimensione della lingua \u00e8 considerata uno strumento per l&#8217;attivit\u00e0 di destinazione, vale a dire la mediazione finalizzata alla multiculturalit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>Come afferma Morniroli, (<em>Metodologie e Strumenti di mediazione linguistico culturale, press<\/em>):<\/p>\n<p><em>anche se spesso il ruolo del mediatore \u00e8 confuso con quello del traduttore, bisogna asserire con forza che la responsabilit\u00e0 del mediatore non \u00e8 quella di tradurre, bens\u00ec quella di favorire la comunicazione, all\u2019interno di un processo in cui la lingua \u00e8 una componente, fondamentale ma non sufficiente. Infatti, la MLC (mediazione linguistico culturale) \u00e8 una mediazione tra culture realizzata a partire dal linguaggio ma che non si esaurisce mai solo in esso.<\/em><\/p>\n<p>Occorre inoltre segnalare come il termine \u201cmediatore linguistico culturale\u201d e \u201cmediatore linguistico\u201d (con relativi ruoli e funzioni) \u00e8 utilizzato solamente in Italia e Spagna ed assente in altri contesti linguistici e\/o geografici.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"489\">I termini <strong>MEDIATORE LINGUISTICO CULTURALE<\/strong> e <strong>MEDIATORE CULTURALE<\/strong> hanno significati e presuppongono ruoli e funzioni diverse rispetto a quelle di <strong>INTERPRETE<\/strong> e <strong>TRADUTTORE<\/strong> con le relative declinazioni e varianti.<\/p>\n<p>\u00c8 quindi importante riconoscerne le caratteristiche ed utilizzarli appropriatamente, evitando di confonderli tra loro.<\/p>\n<p><strong>MEDIATORE INTERCULTURALE<\/strong>, <strong>OPERATORE INTERCULTURALE<\/strong>, <strong>MEDIATORE SOCIALE<\/strong> indicano ruoli e funzioni simili a quanto descritto per il termine Mediatore linguistico culturale ma con un apporto minore o nullo di compiti prettamente linguistici. Tali differenti gradienti di utilizzo linguistico vengono meglio specificati all\u2019interno delle singole relative descrizioni di ruolo piuttosto che tramite l\u2019invenzione di nuove terminologie come queste.<\/p>\n<p>Anche FACILITATORE DELLA COMUNICAZIONE, TECNICO DELLA COMUNICAZIONE LINGUISTICA ed altri termini similari sono sinonimi del termine Mediatore linguistico culturale. Se ne sconsiglia l\u2019utilizzo in quanto meno chiari ed utilizzati, evitando di generare confusioni o dubbi inutili.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>In sintesi<\/strong><\/p>\n<p>All\u2019interno di documenti amministrativi pubblici (tra cui regolamenti interni, capitolati e bandi di gara, descrizione delle competenze, etc.) si propone di utilizzare i seguenti termini, con i relativi significati.<\/p>\n<ul>\n<li><u>Traduttore<\/u>. Esegue traduzioni scritte.<\/li>\n<li><u>Interprete.<\/u> Esegue una traduzione orale nel contesto di una conversazione tra due parti, rendendo l\u2019interpretazione in forma bidirezionale consecutiva.<\/li>\n<li><u>Mediatore linguistico.<\/u> \u00c8 sinonimo del termine Interprete. Essendo diventato di uso comune, pu\u00f2 essere utilizzato in alternativa a tale termine, anche se sarebbe opportuno arrivare ad una definizione unica per tale mansione<\/li>\n<li><u>Mediatore linguistico culturale.<\/u> Affianca o include nel processo di traduzione orale dell\u2019interprete le funzioni di mediazione culturale nelle situazioni in cui vi sono parti in conflitto o dove, per varie ragioni, manca o \u00e8 difficile stabilire un dialogo fluido tra loro.<\/li>\n<\/ul>\n<p>A tali categorie debbono essere associati i termini caratterizzanti le mansioni richieste, come descritto in precedenza. Evitare di utilizzare sinonimi, varianti o termini che possono avere significati diversi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Le questioni aperte<\/strong><\/p>\n<p>Non dando nomi precisi e comunemente condivisi a ruoli e funzioni nel settore dei servizi linguistici, committenti e fornitori non sono in grado di intendersi con chiarezza ed obbiettivit\u00e0. Questo tema, in apparenza di semplice trattazione, nasconde invece dentro di s\u00e9 tante questioni aperte, qui appena accennate o volutamente tralasciate per mancanza di spazio, ma che meritano di essere considerate e risolte, come ad esempio:<\/p>\n<ul>\n<li><u>Criteri di valutazione e misurazione del servizio<\/u>. Servizi ed attivit\u00e0 dovrebbero essere svolti e misurati secondo precisi standard operativi comunemente riconosciuti e presi come riferimento. Mentre questo \u00e8 parzialmente attuato nel settore delle traduzioni scritte, mancano negli altri, in particolare nell\u2019interpretariato di trattativa e telefonico, nella mediazione linguistica culturale.<\/li>\n<li><u>Criteri di validazione delle professionalit\u00e0 e competenze<\/u>. Quanto e come vale una laurea in Mediazione Linguistica, l\u2019attestazione di un istituto linguistico o l\u2019iscrizione ad una associazione di categoria? Devono esistere titoli o albi, certificazioni o altro, che possano attestare la validit\u00e0 e competenza dell\u2019operatore nello svolgimento delle proprie mansioni.<\/li>\n<li><u>Tariffe di riferimento.<\/u> Quali sono i prezzi di riferimento? Non esistono prezziari riconosciuti. Non \u00e8 possibile che un Tribunale paghi un interprete 8,5 \u20ac lordi l\u2019ora, o che il prezziario MEPA preveda solo prezzi a forfait, senza unit\u00e0 di misura!<\/li>\n<\/ul>\n<p>Esistono poi forti criticit\u00e0 nell\u2019intero processo seguito dalle amministrazioni pubbliche relativo ai loro approvvigionamenti, in cui si procede per emergenze, senza un chiaro quadro normativo e metodologico ed una conoscenza di come tali servizi funzionano.<\/p>\n<p>Ad esempio, l\u2019utilizzo dei mediatori linguistici culturali.<\/p>\n<p>Il quadro sopra descritto delinea e presuppone una figura \u201cideale\u201d di mediatore, dotato delle seguenti competenze:<\/p>\n<ul>\n<li>conoscenza della lingua italiana e di destino della conversazione \u2013 per poter tradurre le conversazioni tra le parti<\/li>\n<li>conoscenza della cultura, usi e costumi italiani e del paese di destino \u2013 per poter fare da \u201cponte culturale\u201d tra le parti<\/li>\n<li>conoscenza del sistema normativo, istituzionale, operativo del contesto in cui si trova a dover operare (scolastico, ospedaliero, carcerario, di accoglienza, etc.) \u2013 per poter accompagnare, istruire, informare la parte<\/li>\n<li>competenze in psicologia, sociologia, counseling, etc. nonch\u00e9 doti interpersonali di ascolto, empatia, etc. \u2013 per poter adeguatamente gestire le situazioni di conflitto, di individuazione dei bisogni, di inserimento, etc.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Quanto tale descrizione corrisponde alle figure \u201creali\u201d attualmente coinvolte nelle mansioni di cui sopra?<\/p>\n<p>La figura del mediatore \u00e8 stata finora promossa dalle ONG e dalle associazioni (laiche e cattoliche) che offrono assistenza agli immigrati: si tratta nella quasi totalit\u00e0 dei casi di migranti residenti in Italia che hanno pertanto sviluppato una certa familiarit\u00e0 con la lingua italiana e con le relative norme ed istituzioni.<\/p>\n<p>Hanno le competenze appena descritte? No.<\/p>\n<p>Malgrado alcune lodevoli iniziative volte a definire percorsi formativi per tali figure, \u00e8 obbiettivamente difficile, se non praticamente irrealizzabile, costituire un adeguato processo formativo e valutativo per tale tipologia di profilo, dato l\u2019insieme di competenze ed esperienze pluridisciplinari coinvolte.<\/p>\n<p>Inoltre, l\u2019amministrazione utilizza tali mediatori come risorse esterne, contrattate tramite contratti di agenzia con le diverse ONG o cooperative sociali. Il mediatore \u00e8 pertanto coinvolto per il singolo intervento: pu\u00f2 pertanto essere diverso di volta in volta. La sua agenzia presta i suoi servizi a molteplici amministrazioni: l\u2019interprete non \u00e8 quindi in grado di avere una reale conoscenza dei diversi e differenti contesti operativi e relativi sistemi normativi ed istituzionali.<\/p>\n<p>Le esigenze a cui oggi tali figure sono chiamate a rispondere dovrebbero essere affrontate in altro modo:<\/p>\n<ul>\n<li><u>distinguere le funzioni<\/u>. Occorre scindere la competenza linguistica dalle altre competenze, come del resto avviene in ogni altra parte del mondo. La barriera linguistica viene risolta tramite l\u2019utilizzo di un interprete (o mediatore linguistico): abbiamo visto in precedenza come tale figura ha le competenze per \u201cinterpretare\u201d e \u201cfare da ponte\u201d linguistico tra le parti, includendo in questo anche le differenze culturali: il suo ruolo \u00e8 comunque di terziet\u00e0 tra le parti e non svolge azioni in autonomia, \u00e8 facilmente identificabile, valutabile e misurabile.<\/li>\n<li><u>Assegnare la mediazione linguistica all\u2019esterno ed internalizzare la mediazione cultuale.<\/u> Scindendo e distinguendo tra la funzione \u201clinguistica\u201d e \u201cculturale\u201d, la mediazione linguistica pu\u00f2 essere assegnata ad interpreti esterni, chiamati allo scopo. Le funzioni di \u201cmediazione culturale\u201d, per le loro caratteristiche e peculiarit\u00e0 legate ai diversi ambiti operativi, devono invece essere gestite da personale interno, operante stabilmente con tali ruoli e funzioni, in quanto deve essere in grado di conoscere con adeguatezza tutti i diversi ambiti operativi dell\u2019organizzazione. L\u2019eliminazione dal suo profilo la componente linguistica consente numerosi vantaggi: \u00e8 ad esempio possibile avere un unico mediatore culturale che serve una molteplicit\u00e0 di utenti, parlanti lingue differenti, definisce un profilo pi\u00f9 \u201cgestibile\u201d dal punto di vista valutativo, mentre la stabilit\u00e0 del suo ruolo interno consente di formarlo adeguatamente in merito alle specifiche competenze richieste dall\u2019organizzazione in cui opera<\/li>\n<li><u>Scindere ulteriormente, per quanto possibile, le competenze \u201coperative\u201d da quelle \u201cculturali\u201d.<\/u> All\u2019interno delle amministrazioni pubbliche gi\u00e0 operano stabilmente operatori addetti ai cosiddetti servizi sociali: psicologi, formatori, orientatori, insegnanti ed anche operatori addetti ai servizi di sportello o agli incontri con il pubblico, forniti delle adeguate competenze per gestire situazioni di accompagnamento, inserimento, couseling, risoluzione dei conflitti, etc. Come visto in precedenza, l\u2019utilizzo del solo interprete deve in molti casi metterli in condizione di svolgere i loro compiti anche in presenza di uno straniero con limitata comprensione della lingua. Qualora ci\u00f2 sia possibile, questo comporta una ulteriore riduzione e focalizzazione delle funzioni e dell\u2019intervento del mediatore culturale. Spesso e volentieri abbiamo assistito a mediatori culturali a cui veniva assegnata la gestione di casi in cui non avevano le adeguate competenze per affrontarli, per semplice ignavia o mancanza di voglia di seguire uno straniero da parte dell\u2019operatore preposto.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Tante altre sono le questioni aperte, come la maniera di gestione ed affidamento dei servizi linguistici da parte del Ministero degli Interni nelle Commissioni Territoriali dei migranti o da parte del Ministero di Grazia e Giustizia nei Tribunali, che andremo ad analizzare in dettaglio in altri articoli e documenti.<\/p>\n<p>Le amministrazioni pubbliche italiane dovrebbero uscire da una gestione fatta in emergenza e dotarsi di un chiaro quadro normativo e metodologico per una corretta ed efficace gestione dei loro approvvigionamenti di servizi linguistici. Basterebbe seguire le best practices gi\u00e0 applicate con successo in altri paesi come il Canada, gli Stati Uniti o l\u2019Australia, in cui gli ambiti di intervento, i ruoli e le funzioni degli operatori e le relative procedure di acquisizione e gestione sono state da tempo normalizzate e vengono condotte secondo i comuni criteri di trasparenza, chiarezza e competitivit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019intero team di lavoro di Ablio, societ\u00e0 specializzata in servizi di interpretariato telefonico, collabora su pi\u00f9 fronti con l\u2019intera comunit\u00e0 dei fornitori di servizi linguistici, le associazioni di categoria come Unilingue e le pubbliche istituzioni per dare forma e risposta alle tante questioni aperte, con l\u2019impegno e l\u2019auspicio affinch\u00e9 il sistema paese si doti di servizi linguistici all\u2019altezza dei migliori standard, con un utilizzo pi\u00f9 oculato della spesa pubblica ed una miglior qualit\u00e0 di vita per tutti i beneficiari.<\/p>\n<p>Per scaricare il documento in versione PDF, <strong><a href=\"https:\/\/drive.google.com\/open?id=0B5pVMw4aTr6sakVyMlVBTzZDNnc\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">clicca qui.<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"slide-text-bg2\"><span>Quali sono i termini corretti per indicare i diversi ruoli, funzioni e mansioni di un operatore di servizi linguistici?<\/p>\n<p>Nel parlare comune, il termine \u201c&hellip;<\/span><\/div>\n<div class=\"slide-btn-area-sm\"><a class=\"slide-btn-sm\" href=\"https:\/\/ablio.it\/blog\/traduttore-interprete-mediatore-linguistico-o-altro-funzioni-e-significati-dei-servizi-linguistici-per-la-pubblica-amministrazione\/\">Leggi Tutto<\/a><\/div>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":734,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[42,90,79,75,27],"class_list":["post-732","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-reports","tag-interprete","tag-mediatore-linguistico","tag-reports","tag-servizi-linguistici","tag-traduzione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ablio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/732","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ablio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ablio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ablio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ablio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=732"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/ablio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/732\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1094,"href":"https:\/\/ablio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/732\/revisions\/1094"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ablio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/734"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ablio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=732"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ablio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=732"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ablio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=732"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}